Intensità regionali, scadenze e struttura della comunicazione per credito d’imposta ZES Unica 2026-2028

Una volta verificati i requisiti soggettivi e qualificato correttamente il progetto, l’impresa che intende accedere al credito d’imposta ZES Unica deve confrontarsi con tre dimensioni operative fondamentali: l’intensità di aiuto applicabile alla propria regione, il calendario delle scadenze per la presentazione delle istanze e l’articolazione tecnica del modello di Comunicazione predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Sono questi tre elementi a determinare, in concreto, l’entità del beneficio, il timing di accesso e la correttezza formale dell’istanza.

La mappa delle intensità di aiuto regione per regione

Le percentuali di aiuto applicabili sono fissate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 e variano in modo significativo a seconda della regione e della dimensione d’impresa. Il livello più elevato di sostegno si registra nelle quattro regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, dove le piccole imprese possono accedere a un’intensità del 60%, le medie imprese al 50% e le grandi imprese al 40%. Per i grandi progetti, l’intensità si riduce rispettivamente al 40% per la quota riferita alle piccole e medie imprese, mantenendosi comunque su livelli particolarmente competitivi rispetto alla media nazionale.

Un secondo gruppo di regioni, costituito da Basilicata, Sardegna e Molise, presenta intensità leggermente inferiori ma comunque significative: 50% per le piccole imprese, 40% per le medie e 30% per le grandi, con riduzione al 30% per i grandi progetti relativi a piccole e medie imprese. Queste differenze, apparentemente contenute in termini di punti percentuali, possono tradursi in differenze rilevanti in valore assoluto su investimenti di importo elevato e meritano quindi un’attenta considerazione in fase di pianificazione localizzativa.

Le maggiorazioni del Just Transition Fund per Puglia e Sardegna

Una particolare attenzione merita la disciplina del Fondo per una Transizione Giusta, comunemente noto come JTF, che riconosce intensità di aiuto maggiorate ai territori individuati come destinatari di sostegni specifici nel quadro della transizione ecologica. La Puglia in area JTF beneficia delle intensità più elevate dell’intero perimetro: 70% per le piccole imprese, 60% per le medie e 50% per le grandi, con il 50% applicabile anche ai grandi progetti delle PMI. La Sardegna in area JTF, pur con percentuali inferiori a quelle pugliesi, mantiene livelli di sostegno significativi pari al 60% per le piccole imprese, al 50% per le medie e al 40% per le grandi. Per le imprese che operano su queste aree, la differenza di intensità rispetto al regime ordinario si traduce in un vantaggio competitivo rilevante e deve essere valutata in coerenza con i requisiti di ammissibilità ai progetti JTF.

Le aree “c” del Centro Italia: Abruzzo, Marche e Umbria

L’estensione della ZES Unica alle regioni del Centro, recepita per Marche e Umbria con la legge 171/2025, opera nel quadro delle cosiddette zone “c” non predefinite dell’articolo 107(3)(c) del TFUE. In queste regioni, comprensive anche dell’Abruzzo, le intensità sono più contenute rispetto al Sud: 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi, con riduzione al 15% per i grandi progetti delle PMI. Pur trattandosi di percentuali inferiori, l’apertura della ZES Unica a tre regioni del Centro Italia rappresenta un’opportunità significativa per imprese che operano in territori storicamente esclusi dalle agevolazioni di matrice meridionale.

Il calendario delle scadenze per il triennio 2026-2028

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026 ha definito un calendario triennale articolato in tre finestre annuali, ciascuna costruita sullo stesso schema. Per gli investimenti relativi al 2026, la Comunicazione deve essere trasmessa tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026 e contiene le spese sostenute e quelle previste nell’anno di riferimento; la Comunicazione integrativa, che attesta gli investimenti effettivamente realizzati, deve essere trasmessa tra il 3 e il 17 gennaio 2027; l’utilizzo del credito decorre dal provvedimento previsto dall’articolo 1, comma 441 della legge 199/2025, attraverso la compensazione tramite F24 sui servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Lo schema si replica in modo identico per gli investimenti del 2027 e del 2028, con le stesse finestre temporali traslate di un anno: Comunicazione tra il 31 marzo e il 30 maggio dell’anno di riferimento e Comunicazione integrativa tra il 3 e il 17 gennaio dell’anno successivo. Si tratta di un calendario stringente che richiede una preparazione anticipata della documentazione e una pianificazione tempestiva degli investimenti, soprattutto per chi intende operare con continuità sul triennio.

Modalità di trasmissione, tempi tecnici e regola della “ultima comunicazione valida”

La trasmissione delle istanze avviene esclusivamente in via telematica, attraverso il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, con possibilità di invio diretto da parte del beneficiario oppure tramite intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 3 del DPR 322/1998. Un principio fondamentale stabilisce che l’ultima Comunicazione validamente trasmessa sostituisce tutte le precedenti, consentendo di correggere o aggiornare i dati fino al termine della finestra temporale. La Comunicazione integrativa, invece, è obbligatoria a pena di decadenza dal beneficio: la sua omissione determina la perdita integrale del credito d’imposta, con conseguenze potenzialmente rilevanti in caso di investimenti già realizzati.

Sul piano dei tempi tecnici, il provvedimento prevede una regola di tempestività particolarmente significativa: in caso di scarto della Comunicazione entro i quattro giorni precedenti la scadenza, è consentito ritrasmettere il modello entro cinque giorni solari, anche oltre la scadenza ordinaria. Si tratta di una garanzia procedurale importante, ma che non dispensa l’impresa dall’opportunità di anticipare il più possibile l’invio per disporre di margini adeguati in caso di anomalie tecniche.

L’architettura della comunicazione e dei suoi quadri

Il modello di Comunicazione si articola in più sezioni logiche, ciascuna dedicata a un aspetto specifico dell’istanza. Il frontespizio raccoglie i dati dell’impresa beneficiaria e del rappresentante, oltre alla dichiarazione sostitutiva con cui si attesta il possesso dei requisiti. Il Quadro A è dedicato al progetto d’investimento ed espone tipologia, importi e ambito di attività. Il Quadro B descrive la struttura produttiva, comprensiva dell’ubicazione, dell’ammontare degli investimenti e dell’elenco dei beni strumentali. Il Quadro D, infine, raccoglie le informazioni sulle altre agevolazioni richieste o ottenute sui medesimi costi, distinte tra aiuti di Stato e aiuti de minimis.

La Comunicazione integrativa amplia la struttura aggiungendo sezioni dedicate. Il Quadro A in versione integrativa contiene i dati del progetto con riferimento agli investimenti effettivamente realizzati e certificati. Il Quadro B si arricchisce della Sezione II con i righi B10-B19 relativi ai dati di investimento e della Sezione III con i righi B30-B35 dedicati all’elenco dei beni strumentali. Il Quadro C, da compilare quando il credito supera i 150.000 euro, raccoglie l’elenco dei soggetti necessari per la verifica antimafia. Il Quadro E riporta gli estremi delle fatture SDI e i dati della certificazione del revisore. È inoltre prevista la possibilità di indicare, in caso di operazioni straordinarie, il codice fiscale dell’avente causa.

I vincoli inderogabili della comunicazione integrativa

La Comunicazione integrativa è soggetta a vincoli precisi che riflettono la natura confermativa del documento. Non è possibile aumentare l’importo dell’investimento complessivo rispetto a quanto dichiarato nella Comunicazione originaria, né è consentito incrementare il numero di progetti o di strutture produttive. È esclusa anche la modifica dell’ubicazione delle strutture. Si tratta di vincoli che impongono un’attenta pianificazione iniziale, perché ciò che non viene previsto nella Comunicazione originaria non può essere recuperato in fase integrativa. Sul piano operativo, gli importi dei righi B11-B14 della versione integrativa devono essere uguali o inferiori a quelli della Comunicazione originaria, e le colonne 1 e 2 del rigo B10 sono compilate automaticamente dal software in coerenza con i dati inseriti.

Il quadro A e la qualificazione del progetto

Il Quadro A si articola in righi che raccolgono in modo strutturato le informazioni essenziali del progetto. Il rigo A1, compilato automaticamente, riporta i dati complessivi di investimento e credito d’imposta totale. Il rigo A2 contiene la tipologia di progetto scelta tra le quattro previste (nuovo stabilimento, ampliamento, nuovi prodotti o servizi, cambio di processo produttivo), il numero di strutture produttive coinvolte, le date di inizio e fine dell’investimento entro l’anno di riferimento, gli importi dell’investimento complessivo e del credito, e infine la ripartizione del credito tra quota fatturata, quota non fatturabile e quota non ancora realizzata.

Il rigo A3 individua l’ambito di attività del progetto secondo una griglia di dodici categorie tematiche che coprono in modo esaustivo l’ecosistema produttivo italiano. Si va dall’industria intelligente e sostenibile all’aerospazio e difesa, dalla salute, alimentazione e qualità della vita all’industria della creatività turistico-culturale, dall’agenda digitale e smart communities alle altre attività manifatturiere. Sono espressamente individuate anche la trasformazione dei prodotti agricoli, le costruzioni, le attività ricettive e di ristorazione, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le attività terziarie e di servizi, oltre a una categoria residuale denominata “altro” per i casi non riconducibili alle precedenti. La selezione dell’ambito ha rilievo non solo classificatorio ma anche statistico e di valutazione delle politiche pubbliche.

Il quadro B e il dettaglio della struttura produttiva

Il Quadro B richiede la compilazione di un modulo distinto per ciascuna struttura produttiva, numerato progressivamente, ed è articolato in due sezioni. La Sezione I, dedicata all’ubicazione, raccoglie nel rigo B1 il numero del modulo del Quadro A di riferimento, nel rigo B2 le coordinate geografiche e amministrative complete (regione, comune, indirizzo e codice ATECO), oltre a due colonne specifiche per casi particolari (codice 1 per il noleggio diporto, codice 2 per i prodotti agricoli) e per gli investimenti rientranti nel Regolamento STEP UE 795/2024.

La Sezione II contiene il dettaglio degli investimenti e del credito spettante. Il rigo B10 ripartisce l’investimento tra realizzato e fatturato, realizzato ma non fatturabile (ad esempio acquisti da privati, leasing, IVA indetraibile) e non ancora realizzato. I righi B11-B14 declinano gli investimenti per tipologia di bene, distinguendo impianti, macchinari, attrezzature e immobili, e richiedono per ciascuno l’indicazione dei costi al netto dell’IVA, degli aiuti di Stato concessi o richiesti sui medesimi beni e delle altre agevolazioni non qualificabili come aiuti di Stato. Il rigo B19, infine, riepiloga i totali e calcola il credito d’imposta spettante applicando l’intensità percentuale prevista dalla Carta degli aiuti regionali, con ulteriore ripartizione tra quota credito riferita a investimenti fatturati e quota riferita a investimenti non fatturabili.

Una compilazione consapevole come premessa per il vantaggio fiscale

La conoscenza dettagliata delle intensità regionali, del calendario delle scadenze e della struttura del modello rappresenta la premessa per una compilazione consapevole della Comunicazione e per la massimizzazione del beneficio. Errori sull’intensità applicabile, omissioni nella tempistica di trasmissione o disallineamenti tra dati della Comunicazione originaria e dell’integrativa possono tradursi in scarti, ritardi o, nei casi più gravi, in decadenza dal beneficio. Una preparazione anticipata, accompagnata da una verifica accurata dei dati ATECO, dell’ubicazione delle strutture e della corretta classificazione dei beni nei diversi righi, consente di affrontare la procedura con maggiore sicurezza e di ridurre in modo sostanziale il rischio di contestazioni in fase di controllo.

Antonino Ragusa

Ingegnere elettrotecnico innovation manager presente nell'albo dei certificatori del MIMIT

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