La nuova disciplina dell’iperammortamento 2026-2028 si fonda su due elenchi tassativi che definiscono il perimetro dei beni agevolabili: l’allegato IV per i beni materiali e l’allegato V per i beni immateriali. I due elenchi, richiamati dall’articolo 1, comma 429, sostituiscono i tradizionali allegati A e B che hanno accompagnato per anni la disciplina di industria 4.0 e ne aggiornano in modo significativo i contenuti, integrando le tecnologie più recenti in materia di intelligenza artificiale, connettività industriale, cybersecurity e sostenibilità. Comprendere bene la struttura di questi elenchi è il primo passo per impostare correttamente un investimento agevolabile e ridurre il rischio di contestazioni in fase di controllo.
La logica del nuovo allegato IV per i beni materiali
L’allegato IV individua i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma 4.0. Si tratta di un perimetro articolato in quattro grandi gruppi che coprono, in modo progressivo, l’intero ciclo della fabbrica intelligente: dalle macchine fisiche di produzione ai sistemi di assicurazione qualità, fino ai dispositivi di interazione uomo-macchina e, novità rilevante, alle infrastrutture digitali per l’elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati. Quest’ultimo gruppo rappresenta una delle innovazioni più significative rispetto alla precedente formulazione, perché riconosce esplicitamente l’importanza delle infrastrutture computazionali e di rete come asset produttivi a tutti gli effetti.
Macchinari e impianti controllati da sistemi computerizzati
Il primo gruppo dell’allegato IV comprende i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti. Vi rientrano macchine utensili per asportazione, macchine operanti con laser, plasma, waterjet, fascio di elettroni o processi elettrochimici, impianti per la trasformazione di materiali e materie prime, macchine per la deformazione plastica, l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura, oltre a macchine per il confezionamento e l’imballaggio. La disciplina include espressamente anche le macchine di de-produzione e riconfezionamento per il recupero di materiali da scarti industriali e prodotti a fine vita, in coerenza con un approccio orientato all’economia circolare. Trovano spazio inoltre robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, sistemi automatizzati per la movimentazione interna come AGV e dispositivi dotati di riconoscimento dei pezzi tramite RFID o sistemi di visione, impianti tecnologici per le condizioni ambientali dei processi produttivi e magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.
Tutte queste macchine, per essere considerate agevolabili, devono possedere caratteristiche tecniche specifiche e non negoziabili. È richiesto il controllo per mezzo di CNC oppure PLC, l’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni o part program, l’integrazione automatizzata con il sistema logistico o con la rete di fornitura, interfacce uomo-macchina semplici e intuitive e la rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. A questi requisiti si aggiunge la necessità di disporre di almeno due ulteriori caratteristiche che rendano la macchina assimilabile a un sistema cyberfisico, scelte tra sistemi di telemanutenzione o telediagnosi o controllo in remoto, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro mediante set di sensori dedicati, e capacità di integrazione con la modellizzazione e la simulazione del proprio comportamento attraverso logiche di digital twin. Sono inoltre ricompresi nel paradigma 4.0 i dispositivi, la strumentazione e la componentistica intelligente per la sensorizzazione, l’interconnessione e il controllo automatico dei processi, anche nell’ammodernamento o revamping di sistemi produttivi esistenti, inclusa la componentistica meccatronica ad alta efficienza con capacità di recupero energetico.
Sistemi per la qualità e la sostenibilità dei processi
Il secondo gruppo è dedicato ai sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità. Vi rientrano i sistemi di misura a coordinate, a contatto o non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale, capaci di verificare i requisiti micro e macro geometrici del prodotto su qualunque scala dimensionale, dalla larga scala fino al livello micro o nano-metrico. Sono agevolabili anche gli altri sistemi di monitoraggio in process, i sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali come macchine di prova, collaudo e prove non distruttive, i dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche utilizzate in tecnologie additive, i sistemi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi tramite RFID, i sistemi di monitoraggio delle condizioni di lavoro delle macchine come forze, coppia e usura tridimensionale degli utensili, gli strumenti per l’etichettatura e l’identificazione automatica dei prodotti, i componenti e le soluzioni intelligenti per la gestione dell’energia e dei consumi idrici, i filtri e i sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e polveri, fino ai sistemi basati sull’acquisizione di immagini e su algoritmi di intelligenza artificiale per l’identificazione automatica di non conformità rispetto alle specifiche di prodotto o di processo.
Ergonomia, sicurezza e interazione uomo-macchina
Il terzo gruppo riguarda i dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro. Comprende banchi e postazioni di lavoro con soluzioni ergonomiche adattabili in modo automatizzato alle caratteristiche fisiche degli operatori, sistemi di sollevamento e traslazione di parti pesanti tra cui esoscheletri e ausili per il supporto ergonomico, dispositivi wearable e apparecchiature di realtà estesa nelle declinazioni AR, VR, MR e XR, interfacce HMI intelligenti che assistono l’operatore nelle operazioni di lavorazione, manutenzione e logistica, e sistemi intelligenti per l’interazione con il cliente come totem interattivi, camerini digitali, sistemi di self-checkout e vetrine interconnesse dotate di capacità di acquisizione, elaborazione dati e integrazione con i sistemi gestionali.
La grande novità: infrastrutture digitali per dati, AI e connettività
Il quarto gruppo dell’allegato IV è probabilmente la novità più rilevante della nuova disciplina. Si rivolge ai beni strumentali per l’elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati funzionali alla trasformazione digitale delle imprese, articolandosi a sua volta in tre famiglie tecnologiche.
La prima riguarda le infrastrutture di calcolo per intelligenza artificiale e simulazione: rientrano nel perimetro le infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni HPC per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale, i dispositivi di edge computing industriale come gateway IoT intelligenti ed edge server per l’elaborazione locale dei dati, le workstation specializzate e le appliance per machine learning destinate all’addestramento di reti neurali e modelli linguistici, e i sistemi di storage enterprise ad alte prestazioni per la gestione di big data industriali e data lake.
La seconda famiglia è quella delle infrastrutture di connettività industriale e include reti 5G private, conformi agli standard 3GPP, con relativi componenti core, unità radio e sistemi di gestione, infrastrutture Wi-Fi enterprise di nuova generazione come Wi-Fi 6, 6E e 7, sistemi di sincronizzazione temporale di precisione PTP secondo lo standard IEEE 1588 e Time Sensitive Networking, infrastrutture di rete per la convergenza IT-OT con switch managed industriali, router e gateway per protocolli industriali come OPC UA, MQTT e Modbus, oltre a piattaforme e infrastrutture di Multi-access Edge Computing conformi agli standard ETSI.
La terza famiglia è dedicata alle infrastrutture di sicurezza informatica OT/IT: appliance per la cybersecurity industriale tra cui firewall industriali, sistemi di intrusion detection e prevention per reti OT e soluzioni di segmentazione conformi allo standard IEC 62443, sistemi hardware per la protezione degli endpoint industriali e per la gestione delle identità macchina-macchina, infrastrutture per il backup, il disaster recovery e la continuità operativa con sistemi di replica dati e architetture ridondate per applicazioni mission-critical.
I beni di questo quarto gruppo, per essere agevolabili, devono essere interconnessi ai sistemi informativi aziendali e funzionalmente destinati all’esecuzione dei software dell’allegato V, oppure al supporto operativo dei beni dei primi tre gruppi, oppure ancora all’interconnessione tra beni dei due allegati.
Le esclusioni esplicite per evitare usi impropri
Per evitare distorsioni applicative, la disciplina specifica con chiarezza alcune esclusioni. Restano fuori dal perimetro dell’agevolazione personal computer, notebook, tablet e dispositivi di produttività individuale, stampanti, scanner e periferiche per ufficio, apparati di rete domestici o per piccoli uffici cosiddetti SOHO, sistemi di archiviazione per uso personale o di gruppo di lavoro non integrati con i processi operativi, nonché tutti i beni destinati ad attività amministrative, contabili o di office automation non direttamente connesse ai processi operativi. Si tratta di un’esclusione importante che traccia con precisione il confine tra dotazioni informatiche di tipo aziendale generico e infrastrutture realmente integrate nei processi produttivi.
L’allegato V e il perimetro dei beni immateriali
L’allegato V definisce i beni immateriali ammissibili, identificati come software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese. Il perimetro è particolarmente ampio e copre l’intera filiera del software industriale: dalla progettazione alla produzione, dal monitoraggio alla gestione della qualità, fino alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e della sostenibilità.
Sono agevolabili i software per la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo e del prodotto, inclusi i sistemi EDM, PDM, PLM e di Big Data Analytics. Trovano spazio i software per la progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi di materiali e informazioni, le piattaforme di supporto alle decisioni che acquisiscono e interpretano dati e immagini sfruttando capacità computazionali on premise, su cloud e su dispositivi edge, i software per la gestione e il coordinamento della produzione come sistemi SCADA, MES, CMMS, fieldbus e soluzioni con caratteristiche IoT e cloud, e i software per il monitoraggio delle condizioni di lavoro delle macchine interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica.
A questi si aggiungono le piattaforme di realtà estesa AR, VR, MR e XR per lo studio realistico di componenti e operazioni, le soluzioni di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali, i software di Industrial Internet of Things con sensori intelligenti interconnessi e soluzioni di Edge Computing, le piattaforme per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti, i sistemi per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo, le soluzioni di cloud computing dedicate ai processi produttivi, i software di industrial analytics per il trattamento dei big data provenienti dalla sensoristica IoT, le piattaforme di artificial intelligence e machine learning a garanzia della qualità e dell’affidabilità del processo produttivo, i software per la produzione automatizzata e intelligente caratterizzata da capacità cognitiva e autoapprendimento, le applicazioni per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot collaborativi e macchine intelligenti, fino ai software per la gestione della realtà estesa e alle interfacce uomo-macchina vocali, visuali e tattili.
Energia, cybersecurity, supply chain e digital twin
Tra le categorie più innovative dell’allegato V emergono i software per l’intelligenza degli impianti dedicati alla gestione energetica, comprensivi di ottimizzazione dei consumi, integrazione di impianti di produzione e accumulo, bilanciamento dei carichi, energy dashboarding, monitoraggio della power quality e gestione delle reti intelligenti. Rientrano inoltre i software di cybersecurity per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti, con funzionalità di monitoraggio continuo, observability, detection and response e gestione del ciclo di vita dei dispositivi connessi. Sono agevolabili le soluzioni di virtual industrialization e Digital Twin che simulano virtualmente il nuovo ambiente produttivo evitando ore di test e fermi macchina, i sistemi di gestione della supply chain finalizzati anche al dropshipping per e-commerce, i software per fruizioni immersive e ricostruzioni 3D, le piattaforme per la gestione e il coordinamento della logistica con elevata integrazione dei servizi, e i sistemi EMS per la gestione energetica di sito, microgrid e integrazione tra fonti rinnovabili e accumuli con logiche di efficienza, peak-shaving e demand-response.
Intelligenza artificiale avanzata, sostenibilità e interoperabilità dei dati
Le voci più recenti dell’allegato V riflettono in modo evidente l’evoluzione del panorama tecnologico. La categoria dedicata all’intelligenza artificiale avanzata include software e piattaforme di intelligenza artificiale generativa con modelli linguistici di grandi dimensioni per la generazione automatizzata di contenuti, documentazione tecnica e codice, sistemi di Agentic AI capaci di eseguire task complessi e orchestrare flussi di lavoro con capacità decisionale automatizzata, piattaforme MLOps per la gestione del ciclo di vita dei modelli di intelligenza artificiale con versionamento, monitoraggio e deployment, software di intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva e piattaforme di Process Mining per l’analisi e l’ottimizzazione dei processi aziendali a partire dai dati di sistema.
La categoria dedicata alla sostenibilità e alla transizione ecologica comprende software per il calcolo e l’ottimizzazione del Carbon Footprint di prodotti e processi, sistemi per l’analisi del ciclo di vita LCA e per la gestione delle prestazioni ESG, piattaforme per la realizzazione del Passaporto Digitale del Prodotto integrate con i sistemi PLM, ERP e MES, oltre a soluzioni per la gestione dei rifiuti, l’economia circolare e l’ottimizzazione del fine vita dei materiali. Trovano infine spazio le piattaforme per la realizzazione di data spaces conformi agli standard europei come IDS-RAM per lo scambio sicuro e sovrano di informazioni tra partner di filiera, i software per la convergenza tra Information Technology e Operational Technology e le piattaforme low-code e no-code per lo sviluppo rapido di applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo.
L’importanza di una valutazione tecnica accurata
La nuova struttura degli allegati IV e V conferma la volontà del legislatore di accompagnare le imprese in una trasformazione digitale e sostenibile sempre più articolata, ma richiede al contempo un’analisi tecnica accurata per ricondurre correttamente ciascun investimento alle voci pertinenti e per verificare la presenza dei requisiti specifici previsti, in particolare per i beni materiali del primo gruppo. Una qualificazione errata o approssimativa rischia di compromettere la spettanza del beneficio in sede di controllo, mentre una verifica preventiva delle caratteristiche tecniche e dei requisiti di interconnessione consente di consolidare il vantaggio fiscale e di affrontare con maggiore solidità le successive fasi di documentazione e rendicontazione.
